La collana «Studi pitagorici» raccoglie il frutto di una ricerca condotta nell'arco di decenni, che nulla ha a che vedere con l'esoterismo o con le suggestioni misteriosofiche talvolta associate al nome di Pitagora. Si tratta, nella quasi totalità, di testi scientifici: opera di storici della filosofia, di filologi classici e, con contributi decisivi, di indologi, condotti secondo un metodo rigorosamente scientifico — edizione critica delle fonti, confronto filologico, indagine comparata fra il pensiero greco arcaico e le tradizioni vediche e brahmaniche dell'India antica.
Il corpo della collana è costituito in prevalenza da scritti dell'Ottocento — e, in un caso, dei primi decenni del Novecento — qui presentati, per la prima volta in italiano o in nuova edizione critica, in ordine cronologico di prima pubblicazione.
1826 — Heinrich Ritter, Storia della filosofia pitagorica (Volume II) Dalla Geschichte der Pythagorischen Philosophie del filosofo tedesco Heinrich Ritter (1791-1869), professore a Kiel e poi a Gottinga, autore di una monumentale Geschichte der Philosophie in dodici volumi. Qui in prima traduzione italiana.
1870 — Silvestro Centofanti, Studio sopra Pitagora (Volume IV) Silvestro Centofanti (1794-1880), filosofo e letterato toscano, fu professore di Storia della filosofia all'Università di Pisa e senatore del Regno. Il suo studio, edito a Firenze da Le Monnier, è qui proposto in edizione critica.
1884 — Leopold von Schroeder, Pitagora e gli Indiani (Volume V) Dal Pythagoras und die Inder dell'indologo Leopold von Schroeder (1851-1920), docente a Dorpat, poi a Innsbruck e infine all'Università di Vienna, traduttore in tedesco della Bhagavadgītā. È forse l'antecedente ottocentesco più esplicito della tesi che la collana intende sostenere. Qui in prima traduzione italiana.
1888-1889 — Salvatore Cognetti De Martiis, L'Istituto Pitagorico (Volume VII) Salvatore Cognetti De Martiis (1844-1901), economista positivista, professore di Economia politica all'Università di Torino e fondatore del Laboratorio di Economia politica torinese, dedicò alla scuola pitagorica un capitolo del suo Socialismo antico (Torino, Fratelli Bocca, 1889), apparso in origine negli Atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino.
1890 — Luigi Ferri, Sguardo retrospettivo alle opinioni degl'Italiani intorno alle origini del pitagorismo (Volume VI) Luigi Ferri (1826-1895), professore di Filosofia teoretica all'Università di Roma, socio dei Lincei e fondatore della Rivista Italiana di Filosofia, pubblicò questa rassegna storiografica nei Rendiconti della Reale Accademia dei Lincei.
1890 — Sante Ferrari, La scuola e la filosofia pitagoriche (Volume VIII) Allievo della scuola critica di Francesco Fiorentino e collaboratore dello stesso Luigi Ferri, Sante Ferrari pubblicò questo ampio saggio in cinque puntate sulla Rivista Italiana di Filosofia.
1897 — Richard Garbe, La filosofia dell'India antica (Volume X) Richard Garbe (1857-1927), indologo tedesco, professore all'Università di Tubinga e massimo specialista della filosofia Sāṃkhya, raccolse in questo volume — edito in inglese a Chicago — tre saggi sul pensiero indiano antico, tra cui uno dedicato ai suoi rapporti con la filosofia greca, dagli Eleati ai neoplatonici.
1925 — Arthur Berriedale Keith, Alle porte della Grecia (Volume IX) Dai capitoli sul problema di Pitagora e Parmenide di The Religion and Philosophy of the Veda and Upanishads di Arthur Berriedale Keith (1879-1944), giurista scozzese e Regius Professor of Sanskrit all'Università di Edimburgo, editi a Cambridge (Massachusetts) nella Harvard Oriental Series.
A incorniciare ed esplicitare la tesi che percorre l'intera collana provvedono i due volumi originali del curatore, Gaetano Basile: L'idea di giustizia nel pensiero pitagorico (Volume I) e Pitagora e l'India. Da Śiva al Pitagorismo (Volume III), scritti appositamente per Panta Rei Editore a fondamento e sintesi dell'intero percorso.
Questo lavoro è proseguito, ed è tuttora in corso, nel silenzio pressoché assoluto delle istituzioni politiche e culturali locali, dei mezzi di informazione crotonesi e delle associazioni cittadine di ogni genere. Un tentativo, per quanto timido, di avviare una collaborazione con alcune istituzioni non ha sortito alcun effetto, per ragioni che non è dato conoscere.
Nondimeno la ricerca prosegue, nella consapevolezza di aver fatto, in questi anni, autentica cultura. Il proposito che la anima — e con esso l'intero progetto editoriale di Panta Rei — è rimettere radicalmente in discussione la narrazione corrente sulle origini del pitagorismo, allontanandola dall'Egitto e dall'orfismo per avvicinarla all'India vedica e brahmanica. È questo, nella sua interezza, il senso del nome «Panta Rei»: tutto scorre, e con esso anche le certezze storiografiche più consolidate. Ai posteri spetterà valutare il cammino qui compiuto — ed eventualmente proseguirlo.
Fra le grandi storie della filosofia greca scritte a cavallo fra Otto e Novecento, i Griechische Denker di Theodor Gomperz occupano un posto a parte: non un sistema da imporre ai documenti, ma una ricostruzione paziente, condotta con gli strumenti della filologia più rigorosa...CONTINUA
Chi inventò l'idea che tutto sia Uno? E fu davvero un bramano a concepirla?
Alla fine dell'Ottocento, quando l'indologia europea cominciava a misurarsi seriamente con le Upaniṣad e coi sei sistemi filosofici dell'India classica, Richard Garbe...CONTINUA
Nel 1925, in un'aula di Edimburgo, il sanscritista più rigoroso della propria generazione si pose una domanda che l'Occidente si ripete da Sir William Jones a oggi: Pitagora doveva qualcosa all'India?
Arthur Berriedale Keith rispose esaminando, uno per uno, gli argomenti dei suoi contemporanei — Von Schroeder, Garbe, Hopkins — con la pazienza filologica di chi non si accontenta di somiglianze suggestive...CONTINUA
Nel 1890, sulle pagine della «Rivista Italiana di Filosofia», il giovane Sante Ferrari — allievo della scuola critica di Francesco Fiorentino e collaboratore di Luigi Ferri — pubblicò in cinque puntate uno dei saggi più lucidi e meglio informati che l'Ottocento italiano abbia dedicato alla scuola di Crotone: una ricostruzione insieme filologica e speculativa delle vicende, degli uomini e delle dottrine che presero nome da Pitagora....CONTINUA
Nel 1889 un economista torinese, allievo del positivismo evoluzionistico, si chiese perché seicento discepoli di Pitagora avessero scelto, a Crotone, di mettere tutto in comune — e da dove venisse loro quell'idea...CONTINUA
Nel 1890, alla Reale Accademia dei Lincei, il filosofo Luigi Ferri — direttore della Rivista Italiana di Filosofia e successore di Terenzio Mamiani alla cattedra romana — lesse una Nota destinata a chiudere una controversia lunga un secolo e mezzo: era Pitagora italiano, come avevano sostenuto Vico, Dempster, Maffei e, da ultimo, lo stesso Gioberti? O era, semplicemente, greco?..CONTINUA
«L’unico popolo di cui possiamo affermare con certezza che credette e insegnò la metempsicosi prima di Pitagora sono gli Indiani. Da loro, e da loro soli, Pitagora può aver ricevuto questa dottrina.»...CONTINUA
Nel 1870, chiudendo il suo Discorso sulla letteratura greca con un saggio critico su Pitagora, Silvestro Centofanti scriveva di aver «sempre presupposto le possibili derivazioni orientali» della sapienza pitagorica, pur scegliendo di seguirne soprattutto le tracce italo-greche...CONTINUA
Non è, questo, uno scritto accademico. Rappresenta piuttosto il punto in cui approda un percorso di vita e di studio che dura ormai da anni, condotto in maniera autonoma e indipendente, nella convinzione che una somiglianza fra il Pitagorismo e le filosofie e religioni dell’Oriente sia troppo evidente per essere casuale...CONTINUA
Apparsa ad Amburgo nel 1826 e rimasta per quasi due secoli inaccessibile al lettore italiano, la Storia della filosofia pitagorica di Heinrich Ritter (1791-1869) è l'opera più organica e filologicamente più considerata che l'Ottocento tedesco abbia dedicato a Pitagora e alla sua scuola...CONTINUA
L'unico pensatore del VI secolo a.C. ad affrontare esplicitamente il problema della giustizia fu Pitagora. Egli formulò la sua concezione di giustizia all'interno della sua visione dell'universo, caratterizzato da ordine e armonia razionale...CONTINUA











