Da dove viene il pensiero greco? Una risposta scomoda, tradotta a Crotone
La collana «Studi pitagorici» di Panta Rei Editore: tredici volumi, in gran parte mai apparsi in italiano, riuniti per la prima volta nella città che accolse la scuola di Pitagora.
Una biblioteca nata da una domanda
L'Occidente ha raccontato a lungo la propria origine come un miracolo senza genealogia: la filosofia sarebbe nata in Grecia da sé, per generazione spontanea. Al centro di quel racconto sta la figura più ingombrante e meno leggibile del pensiero arcaico: Pitagora. Un uomo che non ha lasciato una riga e che insegna la trasmigrazione delle anime, la purezza rituale, l'astinenza dalla carne, il silenzio come disciplina, il numero come struttura del reale. Un complesso di dottrine che in Grecia non ha antecedenti, e che in India, invece, ha alle spalle secoli di storia. La collana «Studi pitagorici» nasce da qui: dal sospetto — antico quanto la questione stessa — che quella somiglianza sia troppo esatta per essere casuale.
Che cosa raccoglie
Sedici volumi, in prevalenza scritti tra il 1651 e il 1925: filologi classici, storici della filosofia, indologi. Non letteratura esoterica né suggestioni misteriosofiche, ma ricerca condotta con edizione critica delle fonti e confronto comparato. Molti di questi testi non erano mai usciti dai confini linguistici in cui furono scritti; quasi tutti compaiono qui per la prima volta in italiano. Riuniti, per la prima volta al mondo, in un unico corpo ordinato cronologicamente, costituiscono il meglio di ciò che è stato scritto sulle origini orientali del pitagorismo. E lo costituiscono onestamente: perché nella collana la tesi si costruisce e si contesta da sé — von Schroeder afferma, Keith smonta, Ferri chiude una controversia lunga un secolo e mezzo. Il lettore non riceve una conclusione: riceve un dibattito, e i suoi atti.
Dove nasce
A Crotone. Non è un dettaglio anagrafico, è un atto di restituzione. Nella città che accolse Pitagora esule da Samo, che ne ospitò la scuola e che fu per un secolo il cuore politico e intellettuale della Magna Grecia, tornano — nella lingua di quel luogo — i libri che l'Europa colta gli ha dedicato mentre l'Italia li ignorava.
Una collana aperta
Non ha un numero chiuso. Si fonda su una ricerca continua di scritti rari, dimenticati o mai pubblicati in Italia: ogni testo ritrovato è un volume in più. È un archivio in costruzione, non un catalogo concluso.
Una precisazione, per onestà
Non apparteniamo al mondo accademico e non ne rivendichiamo i titoli. Non pretendiamo di chiudere una questione che gli specialisti discutono da due secoli. Facciamo due cose soltanto, ed entrambe alla luce del sole: rendiamo leggibili testi che meritavano di esserlo, e diciamo, per la nostra parte, ciò che pensiamo — che il pitagorismo abbia un debito con l'Oriente. Chi vorrà contestarlo troverà proprio in questa collana gli argomenti migliori per farlo: li abbiamo tradotti noi.
La collana:
1651 — Stefano Rodrigues de Castro, Pitagora sotto processo (Volume XIV) Stefano Rodrigues de Castro nacque a Lisbona alla fine del 1559. Studiò all'Università di Coimbra, dove conseguì i gradi nelle Arti fra il 1584 e il 1585 e la licenza in Medicina nel 1588. Scrisse moltissimo, soprattutto di medicina e di filosofia naturale. Morì a Firenze il 30 giugno 1638, a quasi ottant'anni, e fu sepolto nella chiesa di Ognissanti. Prima traduzione italiana.
1819 — August Boeckh, Filolao il pitagorico (Volume XIII) Nel 1819 August Boeckh, maestro della filologia classica tedesca, raccolse per la prima volta i frammenti superstiti dell'opera del filosofo di Crotone, ne restituì il testo, li tradusse e li commentò. Ne nacque la monografia che ha fondato tutti gli studi moderni su Filolao. Qui in prima traduzione italiana.
1826 — Heinrich Ritter, Storia della filosofia pitagorica (Volume II) Dalla Geschichte der Pythagorischen Philosophie del filosofo tedesco Heinrich Ritter (1791-1869), professore a Kiel e poi a Gottinga, autore di una monumentale Geschichte der Philosophie in dodici volumi. Qui in prima traduzione italiana.
1831 — August Bernhard Krische, La società pitagorica di Crotone e il suo scopo politico (Volume XVI) Nel 1830 un ventenne di Gottinga vinse il premio della sua università rispondendo a una domanda destinata a dividere gli studiosi per due secoli: la società fondata da Pitagora a Crotone fu una scuola di sapienza o un partito di governo? Un classico della critica ottocentesca, presentato per la prima volta in traduzione italiana.
1870 — Silvestro Centofanti, Studio sopra Pitagora (Volume IV) Silvestro Centofanti (1794-1880), filosofo e letterato toscano, fu professore di Storia della filosofia all'Università di Pisa e senatore del Regno. Il suo studio, edito a Firenze da Le Monnier, è qui proposto in edizione critica.
1874 — Anthelme E'. Chaignet, Pitagora e la filosofia pitagorica (Volume XV, Tomi: I e II) A. E' Chaignet nacque a Parigi nel 1819. Nel 1863 fu chiamato all’Università di Poitiers, dove tenne prima l’incarico e poi, dal 1866, la cattedra di letteratura antica (greca) della Facoltà di lettere, di cui fu anche decano. Dal 1879 al 1890 resse come rettore l’Accademia di Poitiers, cioè l’intero distretto scolastico e universitario della regione. Ritiratosi dall’amministrazione, continuò a lavorare fino agli ultimi giorni. Morì a Poitiers nel 1901.
1884 — Leopold von Schroeder, Pitagora e gli Indiani (Volume V) Dal Pythagoras und die Inder dell'indologo Leopold von Schroeder (1851-1920), docente a Dorpat, poi a Innsbruck e infine all'Università di Vienna, traduttore in tedesco della Bhagavadgītā. È forse l'antecedente ottocentesco più esplicito della tesi che la collana intende sostenere. Qui in prima traduzione italiana.
1888-1889 — Salvatore Cognetti De Martiis, L'Istituto Pitagorico (Volume VII) Salvatore Cognetti De Martiis (1844-1901), economista positivista, professore di Economia politica all'Università di Torino e fondatore del Laboratorio di Economia politica torinese, dedicò alla scuola pitagorica un capitolo del suo Socialismo antico (Torino, Fratelli Bocca, 1889), apparso in origine negli Atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino.
1890 — Luigi Ferri, Sguardo retrospettivo alle opinioni degl'Italiani intorno alle origini del pitagorismo (Volume VI) Luigi Ferri (1826-1895), professore di Filosofia teoretica all'Università di Roma, socio dei Lincei e fondatore della Rivista Italiana di Filosofia, pubblicò questa rassegna storiografica nei Rendiconti della Reale Accademia dei Lincei.
1890 — Sante Ferrari, La scuola e la filosofia pitagoriche (Volume VIII) Allievo della scuola critica di Francesco Fiorentino e collaboratore dello stesso Luigi Ferri, Sante Ferrari pubblicò questo ampio saggio in cinque puntate sulla Rivista Italiana di Filosofia.
1893 — Theodor Gomperz, Orfici e pitagorici (Volume XI) Capitolo tratto dai Griechische Denker dell'ellenista austriaco Theodor Gomperz (1832-1912), professore di Filologia classica all'Università di Vienna e membro dell'Accademia delle Scienze. Qui tradotto dall'edizione francese Les penseurs de la Grèce (Parigi, Alcan, 1904), in prima traduzione italiana.
1897 — Richard Garbe, La filosofia dell'India antica (Volume X) Richard Garbe (1857-1927), indologo tedesco, professore all'Università di Tubinga e massimo specialista della filosofia Sāṃkhya, raccolse in questo volume — edito in inglese a Chicago — tre saggi sul pensiero indiano antico, tra cui uno dedicato ai suoi rapporti con la filosofia greca, dagli Eleati ai neoplatonici.
1925 — Arthur Berriedale Keith, Alle porte della Grecia (Volume IX) Dai capitoli sul problema di Pitagora e Parmenide di The Religion and Philosophy of the Veda and Upanishads di Arthur Berriedale Keith (1879-1944), giurista scozzese e Regius Professor of Sanskrit all'Università di Edimburgo, editi a Cambridge (Massachusetts) nella Harvard Oriental Series.
A incorniciare ed esplicitare la tesi che percorre l'intera collana provvedono i tre volumi originali del curatore, Gaetano Basile: L'idea di giustizia nel pensiero pitagorico (Volume I), Pitagora e l'India. Da Śiva al Pitagorismo (Volume III) e La follia telestica nel pitagorismo. Riti, estasi e farmaci sacri tra Grecia e India. Alle origini deliranti della sapienza (Volume XII), scritti appositamente per Panta Rei Editore a fondamento e sintesi dell'intero percorso.
Nel 1830 un ventenne di Gottinga vinse il premio della sua università rispondendo a una domanda destinata a dividere gli studiosi per due secoli: la società fondata da Pitagora a Crotone fu una scuola di sapienza o un partito di governo? CONTINUA
Il secondo tomo del grande studio di Chaignet espone la filosofia dei pitagorici: il numero e i suoi elementi, il cosmo e l’armonia celeste, l’anima, la conoscenza, la morale e l’arte. Ne segue poi la fortuna attraverso i secoli, da Platone e Aristotele ai neopitagorici e ai neoplatonici, dai Padri della Chiesa al Rinascimento di Reuchlin e di Giordano Bruno, fino a Leibniz, a Schelling e a Hegel... CONTINUA
Premiata dall’Académie des sciences morales et politiques con il premio Victor Cousin, l’opera di Anthelme-Édouard Chaignet è stata per decenni il punto di riferimento degli studi pitagorici in Europa. Appare qui per la prima volta in traduzione italiana integrale... CONTINUA
Nel 1651 esce a Lione, postumo, un piccolo libro latino intitolato semplicemente Pythagoras. Lo ha scritto Stefano Rodrigues de Castro, medico portoghese di famiglia ebraica, esule a Firenze, archiatra dei Medici e professore a Pisa. Il suo Pitagora non è il santo della tradizione, ma un imputato...CONTINUA
Filolao di Crotone fu il primo pitagorico a mettere per iscritto la dottrina della scuola: limite e illimitato come principi del cosmo, il numero come condizione di ogni conoscenza, l’armonia come legame dei contrari... CONTINUA
Alle origini della sapienza greca non sta la ragione, ma una donna che parla non essendo più sé stessa. Da questa intuizione di Giorgio Colli muove un’indagine che attraversa il tripode di Delfi, il κυκεών di Eleusi, i riti coribantici, le lamine d’oro di Hipponion, gli inni al soma del Ṛgveda, il viaggio nell’aldilà del giusto Wīrāz, e li mette a confronto con ciò che oggi la chimica analitica, l’archeobotanica e le neuroscienze sanno dire sugli stati alterati di coscienza...CONTINUA
Fra le grandi storie della filosofia greca scritte a cavallo fra Otto e Novecento, i Griechische Denker di Theodor Gomperz occupano un posto a parte: non un sistema da imporre ai documenti, ma una ricostruzione paziente, condotta con gli strumenti della filologia più rigorosa...CONTINUA
Chi inventò l'idea che tutto sia Uno? E fu davvero un bramano a concepirla?
Alla fine dell'Ottocento, quando l'indologia europea cominciava a misurarsi seriamente con le Upaniṣad e coi sei sistemi filosofici dell'India classica, Richard Garbe...CONTINUA
Nel 1925, in un'aula di Edimburgo, il sanscritista più rigoroso della propria generazione si pose una domanda che l'Occidente si ripete da Sir William Jones a oggi: Pitagora doveva qualcosa all'India?
Arthur Berriedale Keith rispose esaminando, uno per uno, gli argomenti dei suoi contemporanei — Von Schroeder, Garbe, Hopkins — con la pazienza filologica di chi non si accontenta di somiglianze suggestive...CONTINUA
Nel 1890, sulle pagine della «Rivista Italiana di Filosofia», il giovane Sante Ferrari — allievo della scuola critica di Francesco Fiorentino e collaboratore di Luigi Ferri — pubblicò in cinque puntate uno dei saggi più lucidi e meglio informati che l'Ottocento italiano abbia dedicato alla scuola di Crotone: una ricostruzione insieme filologica e speculativa delle vicende, degli uomini e delle dottrine che presero nome da Pitagora....CONTINUA
Nel 1889 un economista torinese, allievo del positivismo evoluzionistico, si chiese perché seicento discepoli di Pitagora avessero scelto, a Crotone, di mettere tutto in comune — e da dove venisse loro quell'idea...CONTINUA
Nel 1890, alla Reale Accademia dei Lincei, il filosofo Luigi Ferri — direttore della Rivista Italiana di Filosofia e successore di Terenzio Mamiani alla cattedra romana — lesse una Nota destinata a chiudere una controversia lunga un secolo e mezzo: era Pitagora italiano, come avevano sostenuto Vico, Dempster, Maffei e, da ultimo, lo stesso Gioberti? O era, semplicemente, greco?..CONTINUA
«L’unico popolo di cui possiamo affermare con certezza che credette e insegnò la metempsicosi prima di Pitagora sono gli Indiani. Da loro, e da loro soli, Pitagora può aver ricevuto questa dottrina.»...CONTINUA
Nel 1870, chiudendo il suo Discorso sulla letteratura greca con un saggio critico su Pitagora, Silvestro Centofanti scriveva di aver «sempre presupposto le possibili derivazioni orientali» della sapienza pitagorica, pur scegliendo di seguirne soprattutto le tracce italo-greche...CONTINUA
Non è, questo, uno scritto accademico. Rappresenta piuttosto il punto in cui approda un percorso di vita e di studio che dura ormai da anni, condotto in maniera autonoma e indipendente, nella convinzione che una somiglianza fra il Pitagorismo e le filosofie e religioni dell’Oriente sia troppo evidente per essere casuale...CONTINUA
Apparsa ad Amburgo nel 1826 e rimasta per quasi due secoli inaccessibile al lettore italiano, la Storia della filosofia pitagorica di Heinrich Ritter (1791-1869) è l'opera più organica e filologicamente più considerata che l'Ottocento tedesco abbia dedicato a Pitagora e alla sua scuola...CONTINUA
L'unico pensatore del VI secolo a.C. ad affrontare esplicitamente il problema della giustizia fu Pitagora. Egli formulò la sua concezione di giustizia all'interno della sua visione dell'universo, caratterizzato da ordine e armonia razionale...CONTINUA

















