L'idea di giustizia nel pensiero pitagorico
Gaetano Basile
ISBN: 9791224067269
L'unico pensatore del VI secolo a.C. ad affrontare esplicitamente il problema della giustizia fu Pitagora. Egli formulò la sua concezione di giustizia all'interno della sua visione dell'universo, caratterizzato da ordine e armonia razionale. Identificò il principio dell'universo con i numeri, spiegando così l'armonia del cosmo come un complesso sistema di relazioni matematiche. Pitagora incorporò anche le virtù, in particolare la giustizia, in questa visione matematica della realtà. Egli credeva che anche le virtù avessero un'essenza numerica. Ciò includeva la giustizia, che egli vedeva rappresentata dal numero quadrato, ovvero il numero che è il prodotto di due fattori uguali ("isos", che significa "uguale"). La giustizia, intesa come valore o principio etico consistente nell'individuare e rispettare i diritti di ogni individuo, si fonda, per i seguaci di Pitagora, su tre principi essenziali: la natura comunitaria dei beni, l'uguaglianza tra le persone e il senso di fratellanza.
Gaetano Basile è nato a Crotone nel settembre del 1969. Fondatore della casa editrice Panta Rei Editore, nel corso degli anni ha svolto innumerevoli professioni, dall’insegnamento al settore sanitario, dal sociale alla ristorazione e, in seguito, ha intrapreso la carriera forense. Innamorato sia della cultura greca che di quella orientale, ha dedicato parte della sua vita ai viaggi in Grecia e in Asia e allo studio del pitagorismo, dell’induismo e del buddhismo — questi ultimi due affrontati in modo incidentale, poiché, secondo l’autore, sono indispensabili per una comprensione approfondita del pensiero pitagorico. Il presente saggio è il frutto di questa sintesi e corrisponde, a grandi linee, alla sua tesi di laurea in filosofia del diritto, discussa presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università «Tor Vergata» di Roma.

