Sāṃkhya
Indagine sulla presunta origine indiana del Pitagorismo

Gaetano Basile (a cura di)
ISBN: 9791224801122

«Il verbo di Pitagora fu la parola dorica accoppiata a quella degli Orientali.»

Nel 1826 un giovane storico tedesco della filosofia, Heinrich Ritter, liquidava in poche righe scettiche la tradizione dei viaggi orientali di Pitagora: «troppo palesemente recano in fronte l'impronta dell'invenzione».

Nel 1884 un indologo di Dorpat, Leopold von Schroeder, rovesciava quel giudizio da capo a fondo, allineando un dossier di coincidenze — la metempsicosi, il divieto delle fave, il teorema che porta il nome del maestro di Crotone, la dottrina dei cinque elementi — troppo fitto per essere casuale.

Nel 1889, senza che l'uno sapesse dell'altro, un economista torinese, Salvatore Cognetti De Martiis, ritrovava sulla propria strada — partendo non dalla filologia ma dallo studio del comunismo antico — la medesima pista, fino a scrivere che la provenienza del Pitagorismo dall'Oriente ariaco ne usciva «assai rafforzata».

Questo volume raccoglie per la prima volta, in un solo luogo e in italiano, queste tre voci indipendenti — uno scettico, un indologo, un economista — sullo stesso interrogativo: da dove viene davvero il numero di Pitagora? Il titolo, SĀṂKHYA, è la parola sanscrita che designa tanto il «numero» quanto l'antichissima scuola filosofica indiana che ne fece il proprio nome — una coincidenza lessicale che lo stesso von Schroeder giudicò tra le più sorprendenti di tutto il suo dossier.

In questa edizione, due dei tre testi — von Schroeder e Cognetti De Martiis — compaiono per la prima volta insieme nella loro redazione integrale.

Information icon

Wir benötigen Ihre Zustimmung zum Laden der Übersetzungen

Wir nutzen einen Drittanbieter-Service, um den Inhalt der Website zu übersetzen, der möglicherweise Daten über Ihre Aktivitäten sammelt. Bitte überprüfen Sie die Details in der Datenschutzerklärung und akzeptieren Sie den Dienst, um die Übersetzungen zu sehen.