Alle porte della Grecia: Veda, Upaniṣad e il problema di Pitagora e Parmenide
Arthur Berriedale Keith
Nel 1925, in un'aula di Edimburgo, il sanscritista più rigoroso della propria generazione si pose una domanda che l'Occidente si ripete da Sir William Jones a oggi: Pitagora doveva qualcosa all'India?
Arthur Berriedale Keith rispose esaminando, uno per uno, gli argomenti dei suoi contemporanei — Von Schroeder, Garbe, Hopkins — con la pazienza filologica di chi non si accontenta di somiglianze suggestive.
La sua conclusione fu cauta, quasi sempre negativa nel dettaglio: eppure, proprio nelle pagine dedicate a Pitagora e a Parmenide, ammise ciò che i suoi predecessori più entusiasti talvolta dimenticavano di dire — che la domanda «non può essere ignorata, né liquidata con facilità».
Questo volume presenta, per la prima volta in italiano, i capitoli in cui Keith affronta gli inizi della filosofia vedica, la teosofia dei Brāhmaṇa e il confronto diretto fra Grecia e India — dall'Inno della Creazione del Ṛgveda fino all'Appendice dedicata per intero a Pitagora e Parmenide.
Una voce critica, indispensabile a chiunque voglia misurare la solidità della tesi secondo cui il pensiero filosofico greco sarebbe debitore, in modi ancora da precisare, del pensiero dell'India antica.
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