Nekyia. Contributi all'interpretazione dell'Apocalisse da poco scoperta
Albrecht Dieterich
Nel 1892 venne pubblicato un frammento greco ritrovato in una tomba di Akhmim, nell’Alto Egitto: era l’Apocalisse di Pietro, la più antica descrizione cristiana dell’inferno, con i giusti in un paese di luce e i peccatori puniti ciascuno secondo la propria colpa.
Da dove venivano quelle immagini?
Albrecht Dieterich (1866-1908), allievo di Hermann Usener e maestro della storia delle religioni, rispose con un libro destinato a fare epoca.
Dietro l’inferno cristiano egli scoprì la lunga tradizione greca dell’Ade: la Nekyia omerica, le promesse e le minacce dei misteri, i miti di Platone e i perduti Libri dell’Ade attribuiti a Orfeo e a Pitagora.
Un classico degli studi sull’oltretomba antico, ora in edizione italiana, con note critiche che lo confrontano con le scoperte successive, dalla versione etiopica dell’Apocalisse alle laminette d’oro orfiche della Magna Grecia.
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